Genova ancora una volta paralizzata dai traghetti: otto partenze in poche ore e maxi code in autostrada e sulle strade urbane

Tra le 19:00 e le 23:00 di questa sera sono otto le navi in partenza per le isole e i veicoli che stanno cercando di entrare in porto congestionano viabilità urbana e autostradale. Nessuna soluzione da compagnie, Stazioni Marittime e Autorità Portuale: a farne le spese sono ancora una volta passeggeri e genovesi. La situazione si ripete da diversi lustri senza che nessuna amministrazione comunale sia mai riuscita a incidere

30 luglio 2025. Un copione che si ripete, con la regolarità di un orologio: sempre alle stesse ore, sempre con gli stessi effetti. Dalle 19:00 alle 23:00 di oggi, ben otto traghetti in partenza dal porto di Genova hanno provocato l’ennesimo caos viario sulla rete urbana e autostradale. Il risultato? Autostrade paralizzate, traffico in tilt, tempi di percorrenza quadruplicati, e una città costretta ancora una volta a subire l’impatto di una logistica portuale mai ripensata.

Le principali arterie stradali che conducono al porto – dalle uscite autostradali alla viabilità cittadina – si sono trasformate in serpentoni di lamiere roventi, tra clacson esasperati e conducenti imbestialiti. E intanto, le compagnie di navigazione e le Stazioni Marittime continuano a ignorare il problema: nessuna rimodulazione degli imbarchi, nessun coordinamento per scaglionare le partenze, nessuna tutela né per i passeggeri né per la città.
La situazione in tempo reale
Alle 17:30 la situazione era già critica, con diversi tratti autostradali completamente congestionati:
A7 (Milano–Genova): Coda tra Bivio A7/A12 Genova-Livorno e Genova Sampierdarena per traffico intenso sulla viabilità ordinaria. Tempo di percorrenza stimato: 42 minuti (+38 rispetto alla norma).
A10 (Savona–Genova): Tra Genova Pegli e il bivio A10/A7 si registrano code per traffico intenso con un ritardo stimato di 15 minuti.
A12 (Livorno–Genova): Coda tra Deiva Marina e Lavagna per un veicolo in avaria, ma anche tra Genova Est e il bivio A12/A7 il traffico è congestionato. Tre i km di coda tra Deiva e Sestri Levante in direzione di Genova per camion guasto.



In città: code persistenti in tutte le vie di accesso al porto, in particolare da Sampierdarena, Pegli, Cornigliano e Genova Est, dove la viabilità urbana fatica a sostenere l’afflusso massiccio di auto dirette all’imbarco.
Il nodo mai risolto
La responsabilità del caos è chiara e annosa. Da anni si denuncia l’assenza di pianificazione da parte delle compagnie di navigazione, che continuano a programmare partenze ravvicinate nelle stesse fasce orarie serali, ignorando sistematicamente l’impatto sulla città e sulla mobilità. L’afflusso contemporaneo di migliaia di veicoli diretti al porto crea un effetto imbuto che Genova non può più permettersi.
La mancanza di un coordinamento serio tra Comune, Autorità Portuale e operatori privati si traduce in disagi costanti per i residenti e in una pessima esperienza per i turisti in partenza. Un danno d’immagine, oltre che una minaccia per la sicurezza stradale.
Un problema strutturale che diventa emergenza
Non si tratta di un evento eccezionale, ma di una routine estiva prevedibile e ignorata. Mai le amministrazioni che si sono succedute sono riuscite ad incidere: le navi continuano a partire tutte insieme, riversando migliaia di auto e camper nei quartieri limitrofi e bloccando il traffico in entrata e uscita dalla città.
La mancanza di scaglionamento negli imbarchi, unita all’insufficienza di aree di sosta dedicate ai veicoli in attesa, rende il sistema attuale insostenibile.
E i cittadini?
I genovesi si trovano così ostaggi nella propria città. Chi deve spostarsi per lavoro, chi rientra a casa, chi accompagna un familiare o chi semplicemente affronta la quotidianità: tutti restano intrappolati nel caos generato da una gestione miope e autoreferenziale del traffico portuale.
«Ogni estate è la stessa storia, e nessuno fa nulla. I turisti partono e noi restiamo nel traffico per ore», commenta amaro un automobilista bloccato in coda tra Genova Est e Sampierdarena.
E adesso?
Finché le autorità competenti non obbligheranno gli operatori del porto a coordinarsi e a dilazionare le partenze, il problema continuerà a ripresentarsi. Ma ogni nuova ondata di partenze estive sarà un’occasione persa per dimostrare che Genova sa essere una città portuale moderna e vivibile.
Per ora, invece, il porto viaggia, la città si ferma.
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